Il Bene Lavoro

Il Bene Lavoro, il libro di Tiziana Ciprini, eletta in parlamento per il secondo mandato in Umbria nelle file del M5S, edizione Minerva con prefazione di Domenico De Masi, racconta “le mani ed il cuore” del M5S.

Il lavoro non solo come reddito ma come bene da perseguire, il lavoro come espressione della creatività dell’uomo e della donna, il lavoro a tutela dei cittadini e per i cittadini che protegge i lavoratori stessi dandogli dignità e valore umano.

Non può mancare come premessa nell’analisi della Ciprini la critica alla disoccupazione strutturale ed alle disuguaglianze crescenti, la povertà endemica e la globalizzazione imperante, le preoccupazioni per le future disoccupazioni tecnologiche, l’economia dei ”lavoretti” ed i “neet” (giovani che non lavorano e non lo cercano) e la risposta politico-economica portata avanti dal M5S ovvero il Reddito di Cittadinanza che più volte ha marciato in Umbria da Perugia ad Assisi, una proposta per dare immediata “dignità” a chi vive in Italia e per realizzare le condizioni per “Lavorare Tutti”.

Nella prima parte del libro la portavoce grillina denuncia gli intrecci tra politica italiana e l’”aristocrazia del proposito” di elite del potere come il gruppo Bilderberg o la Commissione Trilateral, punta la luce sulle loro ombre in episodi chiave della democrazia italiana dalle stragi di mafia alla caduta del governo Berlusconi e la successiva elezione di Monti. In questa narrazione emerge uno dei pilastri delle battaglie del M5S ossia il “recupero vero della supremazia della politica fatta per i cittadini sull’economia e sulla finanza” e la critica al “capitalismo che sa produrre ma non sa ridistribuire”. Nella definizione delle regole la Ciprini rivendica inoltre l’importanza del comportamento del politico, che deve essere di sostanza più che di forma, che parte anche da una pulizia interiore non solo morale ma anche fisica, per esempio, il divieto di uso di sostanze stupefacenti da parte dei parlamentari.

Il libro, che ovviamente è anche la cronaca delle proposte e degli interventi fatti durante la scorsa legislatura come Componente Commissione permanente Lavoro, nella seconda parte, entra nel vivo del lavoro e delle proposte per il futuro. L’analisi del futuro del M5S è stata affidata ad uno studio portato a termine dal professor De Masi in collaborazione con altri esperti che ha prodotto anche il libro “Lavoro 2025”. Da questa analisi si è passati alla piattaforma Rousseau dove gli iscritti hanno elaborato il programma del M5S da presentare agli italiani alle elezioni del 2018.

Tra le proposte la riduzione dell’orario di lavoro, il lavoro da remoto, lo smart working (ovvero modulare il proprio orario di lavoro), il Workers Buy Out (ovvero l’acquisizione da parte dei dipendenti delle aziende in crisi), una stretta sulle coop che evadono “legalmente” il fisco, amministrano “impropriamente” ingenti capitali finanziari e “deprimono” le condizioni lavorative degli operatori, soprattutto nelle così dette “cooperative spurie”. La Ciprini non si lascia scappare una critica al palese conflitto d’interesse del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ex presidente della Legacoop, o della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, assunta come direttore di Legacoop nel 2007.

La valutazione negativa del Jobs Act di Renzi è occasione per chiedere la ristrutturazione degli inefficienti centri per l’impiego (altro cavallo di battaglia del M5S che prevede una spesa superiore a 2 miliardi per tale proposito) e del sindacato che va liberato “dalle mani della politica” e restituito ai lavoratori.

“L’Italia non è un Paese per donne“ si rammarica la Ciprini che invoca leggi per aiutare le madri, equità di genere nei salari, sussidi per i bambini e le famiglie (“dove c’è famiglia c’è danaro” e senza danaro non c’è famiglia), la possibilità di allattare i figli nel posto di lavoro e turni adeguati. La deputata rifugge dall’attacco alla famiglia della “sinistra liberal chic e progressista” che è pienamente funzionale al capitale e strumentale alla politica neoliberista. “La destra del danaro detta le leggi strutturali e la sinistra del costume fornisce le sovrastrutture che la giustificano sul piano culturale”. Brillano, invece, le parole della portavoce pentastellata nel ricordo di una imprenditrice umbra che ha collaborato alla storia dell’emancipazione femminile come Luisa Spagnoli e rivendica alla famiglia un ruolo che non è e non deve essere sempre mercificato, per questo si dichiara contraria all’utero in affitto.

Nel suo dettagliato resoconto del mondo del lavoro non mancano analisi sul caporalato, il lavoro nero, gli esodati, le pensioni troppo tardive, le partite iva ed i liberi professionisti, i disabili, etc.

Il libro si chiude mandando alla mente le note musicali di Umbria Jazz manifestazione strettamente legata al turismo, elemento chiave per la crescita dell’Umbria, terra che vive “nel cuore” di Tiziana Ciprini.

 

di Francesco Filippi

By | 2018-03-11T14:11:17+00:00 11/03/2018|Economia, Futuro, Lavoro, Politica, Recensioni, Reddito di cittadinanza|

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