GIANROBERTO E LA MARCIA PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

La curiosità di sapere due cose su Gianroberto Casaleggio mi ha spinto ad incontrare Max Bugani, storico attivista del M5S, nonché consigliere comunale di Bologna per il M5S ed udite udite socio fondatore dell’Associazione Rousseau.

Gli chiedo di chi è stata l’idea di fare la Marcia per il reddito di cittadinanza da Perugia ad Assisi e lui mi spiega che è stata un’idea di “due grandi uomini” Gianroberto e Beppe, è nata per dare valore e risalto alla proposta del M5S di costituire anche in Italia il reddito di cittadinanza, “dare visibilità” a questa tematica a livello nazionale.

Quando Max mi parla di Gianroberto come uomo, si ha l’impressione di vedere nei suoi occhi l’affetto incondizionato che un nipote prova per il suo nonno, quando invece parla dell’idee e del lavoro di Gianroberto l’espressione di Max è più quella di chi ricorda il fratello maggiore che tante volte lo ha tolto dai guai e che aveva sempre il consiglio giusto.

In realtà Max e Gianroberto erano due colleghi di lavoro, due attivisti, che si ingegnavano per il grande progetto del M5S ma che si rapportavano come due grandi amici ai quali piaceva scherzare e farsi delle grandi risate. “Gianroberto amava ridere” aveva un ironia sottile ed acuta, conosceva moltissimi film comici e non risparmiava le sue battute a nessuno.

Su di lui sono state scritte e dette enormi falsità e menzogne, solo per fermarlo, solo per screditare il progetto del M5S. Una di queste, forse la meno grave, è che Casaleggio fosse stato un uomo tetro. Niente però che si dice di lui può distruggere ciò che era: “un uomo giusto”.

Il ricordo di Max di Gianroberto Casaleggio alla marcia per il reddito di cittadinanza, che per le condizioni precarie di salute Gianroberto seguiva dal camper, era “la sua felicità”, l’emozione e la gioia di un uomo giusto che sapeva di aver fatto tutto il possibile per aiutare chi in un mondo devastato dalla disuguaglianza sociale aveva fatto tutto in suo potere per ridare dignità agli ultimi, per conferire valore a chi, impegnandosi e lottando con voglia di riscatto, vive, nonostante ciò, sotto la soglia di povertà.

Per Gianroberto gli incontri come la marcia per il reddito di cittadinanza o l’Italia a 5 stelle erano momenti di orgoglio, di fierezza per il lavoro svolto, era la soddisfazione e la gioia di un uomo che sapeva che stava per morire a causa di un tumore alla testa, ma che aveva fatto grandi cose affinché nessuno restasse indietro.

Provo a fare uno scoop e chiedo a Bugani se quest’anno ci sarà la marcia per il reddito di cittadinanza, mi risponde che non si sa, dipende da come andranno le cose, se il M5S dovesse riuscire ad approvare la legge non avrebbe giustamente senso, altrimenti come solito il M5S farà di tutto per mettere il reddito di cittadinanza al centro del dibattito politico italiano.

Provo a togliermi l’ultima curiosità e cercare di capire cosa Casaleggio ne pensasse del reddito universale di cittadinanza, ovvero la possibilità di dare a tutti un reddito incondizionato, la risposta mi lascia di sasso: “Questo bisognerebbe chiederlo a lui!”, ma poi ci penso su e mi dico che in fondo Casaleggio aveva già previsto molto e fatto molto, che sta a noi decidere cosa è giusto fare per il vero obiettivo che aveva sempre in mente Gianroberto: ridurre le disuguaglianze e dare al cittadino la forza ed il potere di poter decidere e contare, di poter vivere con dignità in un mondo sempre migliore, in un mondo a 5 stelle.

 

di Francesco Filippi

By | 2018-03-24T13:44:29+00:00 24/03/2018|Interviste, Politica, Reddito di cittadinanza|

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